Borghi. Laboratori di prosperità inclusiva.

Difficile in queste ore, con una terza guerra mondiale alle porte, guardare con speranza al futuro, ma credo che oggi più che mai sia essenziale non solo riflettere sul modello malato che ci ha portato in questa situazione, e trovare la forza per continuare a sperimentare modelli nuovi che invertano questo paradigma. Creare ecosistemi capaci di raggiungere un vero equilibrio, capaci di agire per il bene collettivo, capaci di garantire un accesso democratico alle risorsecon nuove forme di governance decentralizzate che agiscono verso modelli di prosperità inclusiva. Questa è oggi la vera sfida. 

Un mondo in guerra, a valle di una pandemia che ha sconquassato gli equilibri dell’intero pianeta, che ha esacerbato i pre-esistenti problemi del sistema in cui viviamo, e che ha dimostrato all’umanità di essere capace di azioni collettive, prima, inimmaginabili, i tempi sono maturi per mettere in atto quel processo di rigenerazione di cui si discute da tanto. Si parla di “rigenerazione” e non di semplice “ripartenza”, non a caso. Dopo una crisi entropica come quella che abbiamo vissuto, era impensabile immaginare che fosse semplice ed era impossibile pensare di riprendere i giochi come li avevamo lasciati, esattamente con le stesse regole.

Nonostante il momento, è necessario trovare le forze per cambiare, stravolgere, re-inventare. Per quanto forzato e dettato dalla necessità, il Covid-19 ha portato ad un risveglio generale delle coscienze, consapevoli che questa è forse l’ultima occasione che abbiamo, non solo per far sopravvivere il sistema Italia, così ricco e fragile, diversificato e complesso, ma anche per delineare nuove ed innovative linee guida per un futuro capace di salvaguardare l’ambiente, favorire le nuove generazioni, garantire giustizia sociale per tutte e tutti, implementare uno sviluppo che sia davvero sostenibile, partecipato, integrale.

C’è bisogno dunque di un rinnovamento radicale e strutturale, fondato sui valori, capace di coinvolgere tutto il tessuto sociale, su tutti i livelli: la rigenerazione infatti o è collettiva, o semplicemente non è.

Tutto questo è ancor più vero per il Sud. Tutto questo è ancora più vero per i nostri borghi: piccoli ed unici scrigni di biodiversità e cultura millenaria, oggi a rischio spopolamento e quindi, di estinzione.

Il destino, con l’inizio della pandemia, mi ha fatto incontrare un “laboratorio” speciale: Pollica, Comunità Emblematica UNESCO della Dieta Mediterranea. Un Comune che sperimenta da sempre, una collettività che ha nel suo DNA una coscienza ecologia profonda, guidata da un Amministratore visionario ed una amministrazione che non ha timore di sperimentare e lottare per un futuro migliore. Un incontro dal quale è nato il sogno di co-progettare la Pollica del 2050, ispirandosi al modello “Dieta Mediterranea”.

Pollica 2050 – Vivere Mediterraneo, mettendo al centro la Dieta Mediterranea come modello di Rigenerazione Ecologica Integrale è un progetto strategico studiato per valorizzare risorse dormienti, che ci obbliga a pensare ed agire in modo sistemico, orientando ogni azione alla creazione di prosperità inclusiva partendo dall’approccio ecologico integrale testato negli anni ed applicato in ogni fase del progetto . 

Una strategia che, già prototipata sul campo per più di un anno, e che oggi mira a creare un vero e proprio ecosistema che dovrà sapersi auto-alimentare e rigenerarsi per persistere nel tempo, dovrà diffondersi nello spazio perché l’intero territorio possa beneficiarne e perché oggi è necessario fare rete ed essere rete, e dovrà andare in profondità perchè l’impatto sia davvero trasformativo.

Sei sono le aree di intervento concrete capaci di trasformare un borgo bellissimo, in un luogo sicuro e sano, dove vivere bene ad ogni età; capaci di salvaguardare l’ambiente, favorire le nuove generazioni, garantire giustizia sociale per tutte e tutti, implementando un modello di sviluppo davvero sostenibile, partecipato, integrale.

 

ITA1w

 

  • Politiche di riqualificazione edilizia, urbanistica ed ambientale

A Pollica il percorso tracciato con incredibile lungimiranza e coraggio da Angelo Vassallo e perseguito negli anni con altrettanta coerenza e concretezza dal suo successore Stefano Pisani, ci insegna che partire dal tutelare il nostro territorio, curare la terra e rispettare l’ecosistema che ci accoglie è essenziale per progettare un futuro prospero per la comunità. Visioni che oggi diventano realtà attraverso l’attuazione di politiche strategiche per lo sviluppo del territorio come l’adozione del nuovo Piano Urbanistico Comunale “FOODSCAPE”, che mira al recupero delle centinaia di edifici abbandonati, sia nel centro storico che nelle campagne, alla rigenerazione dei terreni e alla riqualificare del tessuto agricolo locale che verte in situazione di incrementale abbandono, e alla tutela delle risorse naturali, si consolida ulteriormente in forma concreta questa missione.

👉 Scopri di più

  • Un piano strategico concreto per accelerare la transizione ecologica

Non solo laboratori sperimentali, progetti di economia circolare, monitoraggio dei parametri ambientali che combinati con gli studi neuroscientifici effettuati sulla popolazione residente permettono di creare un algoritmo esclusivo capace di identificare i parametri chiave della “longevità”, protezione delle biodiversità e valorizzazione della risorsa idrica, ma anche concrete progettualità che mirano all’efficientamento energetico del Borgo. Il Comune di Pollica ha infatti, avviato la costituzione della Comunità Energetica – Pollica Energia con la delibera di giunta nr 17  del 01/02/22 che consentirà di massimizzare gli effetti della produzione di energia proveniente dall’impianto di produzione di energia/biogas dal recupero di posidonia spiaggiata sviluppato con SARIM.

👉  Scopri di più

  • Nuove soluzioni abitative per giovani e nuovi cittadini, spazi comuni innovativi e servizi essenziali garantire alla comunità di vivere in salute ed armonia.

Un comune che vede nella transizione digitale una leva strategica per andare incontro alle esigenze del cittadino creando una unica piattaforma, giù in produzione, di “Borgo Digitale”, che sarà capace di condensare in una unica web app tutti i servizi utili alla comunità, dallo sportello del cittadino, alla prenotazione della mensa scolastica; dai servizi di digital health, alla mobilità; dal pagamento della tassa di soggiorno alla prenotazione dei campi sportivi comunali; ma utile anche al turista per favorire la scoperta del territorio, i luoghi iconici, i siti archeologici, i sentieri naturalistici, i prodotti e le storie dei produttori. Un digitale che unisce e che accelera e semplifica la connessione con il territorio. 

👉  Scopri di più 

  • Programmi che alimentano la rigenerazione sociale attraverso la formazione e laboratori specifici per favorire politiche per l’inclusione e lo sviluppo sostenibile 

Creare consapevolezza, allenare la comunità alla cooperazione per lo sviluppo sostenibile del territorio, favorire politiche per l’inclusione e le pari opportunità come strumenti essenziali per la crescita, la prosperità e la competitività; creare nuove competenze, allenare la creatività e offrire opportunità di scambio interculturale e misurare l’impatto socio-economico del processo in atto sono alla base di questo modello di rigenerazione.

👉  Scopri di più 

  • Interventi mirati per garantire la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale, materiale ed immateriale

Recuperare, salvaguardare, diffondere e patrimonializzare gli elementi materiali ed immateriali di una eredità millenaria dovrebbero essere una vera e propria missione per chi ha la fortuna di nascere in queste terre, ma un processo di creazione di consapevolezza è oggi necessario per innescare il dovuto senso di responsabilità e gratitudine e soprattutto far nascere nuovi modelli di fruizione del territorio.

La riqualificazione culturale del territorio avviene attraverso la promozione di un nuovo modello di turismo: consapevole, attento, lento, responsabile, sostenibile. Per scoprire radici, relazioni e valori della Dieta Mediterranea, conoscere i custodi della biodiversità ambientale, alimentare e culturale del territorio; tutelare ed al contempo rendere accessibili i patrimoni italiani, i siti archeologici, gli edifici storici, ma soprattutto creare consapevolezza, innovazione, tecnologia e nuovi modelli di edu-tainment diventano elementi essenziali.

👉  Scopri di più 

  • Tante le azioni in capo che consentiranno di sostenere il comparto produttivo e di migliorare la qualità delle aziende.

Un incubatore d’impresa, progetti pilota con partner nazionali ed internazionali che hanno trovato nel cilento il luogo ideale per prototipare modelli innovativi per la trasformazione dei food systems. Il riutilizzo di terreni abbandonati che consentirà di restituire al borgo la sua antica bellezza e darà la possibilità di sperimentare nuovi modelli produttivi come l’agricoltura rigenerativa e proporsi di diventare una buona pratica replicabile. Con l’aumento di insediamenti produttivi, aumenterà l’occupazione e la possibilità di formarsi. , Un’offerta turistica sostenibile e di qualità, che offre nuovi strumenti di fruizione e accessibilità per favorire la scoperta delle esperienze, dei prodotti del territorio. Un turismo costante che, associato all’agricoltura, può e deve essere il futuro di Pollica.

👉  Scopri di più 

Questi sei ambiti d’azione, sono quelli dell’approccio ecologico integrale che abbraccia la dimensione politica, ambientale e umana per una vera rigenerazione socialeculturale ed economica.

Il progetto “Pollica 2050 – Vivere Mediterraneo” non parte da zero: muovendosi in questo contesto e proseguendo quanto iniziato, consolida un percorso avviato quasi due anni fa (vedi il report) che ha già dimostrato di funzionare e che si fa quindi esso stesso garanzia della fattibilità e sostenibilità dell’iniziativa, della solidità degli strumenti applicati e del senso profondo che quindi avrebbero i nuovi possibili, auspicati e ben riposti investimenti. La sua finalità ultima la trova nella realizzazione di un’iniziativa complessa e a lungo termine in grado di prototipare una nuova strategia per uno sviluppo che sia eco-centrico, che coinvolga, ovviamente, non solo Pollica ma anche i borghi circostanti, applicando e modernizzando i principi fondanti della Dieta Mediterranea. Pollica quindi come esempio concreto e come modello a cui tendere, ma anche come hub culturale e aperto dove coltivare la creatività, diventando traino e guida anche per gli altri, trasferendo conoscenza e replicando i modelli vincenti.

La volontà è quella di creare una comunità plurale appartenente alla stessa Casa Comune e che quindi in primo luogo sia una comunità di destino e di intenti. Un progetto dunque che riporti il Borgo di Pollica al suo senso etimologico, ovvero ad essere centro di “molte case” (dal greco “pollai oikia” da cui probabilmente deriva il suo nome), capace di accogliere e mettere a valore le unicità di ciascuno e di erogare e mettere a disposizione degli altri i servizi prototipati, creati e testati.

In un momento storico in cui si sono compresi gli errori del passato e i limiti di un sistema produttivista ego-centrato, e in cui si è sempre più alla ricerca di nuove risposte e possibili alternative, candidiamo Pollica a diventare polo eco-centrato che sia di per sé testimonianza di un modo di vivere diverso, di questo “vivere mediterraneo” in armonia con la natura e con gli altri essere umani, creando un modello replicabile che faccia della filosofia che sottende la Dieta Mediterranea la strategia per uno sviluppo integrale non solo di Pollica, ma di tutti i borghi: da Pollica 2050 a Italia 2050.

Video - Pollica 2050


Cosa serve oggi per implementare questo modello?

Servono ecosistemi aperti, capaci di eliminare le frizioni culturali, logistiche e burocratiche, facilitando le collaborazioni tra i vari stakeholders e tra le varie discipline.

Servono spazi, luoghi di aggregazione, per favorire le collisioni casuali e creare l’ambiente ideale per favorire gli atti poetici, nel senso di poiesis (creazione), dare sfogo all’arte, allenare la creatività e (ri)generare la cultura.

Servono dei Living Lab, come quello aperto a Pollica dal Future Food Institute, che nascono per stimolare la co-progettazione attraverso un ecosistema di open innovation basato sulla condivisione delle conoscenze e capacità dei singoli per migliorare la vita comunitaria. In pratica, all’interno dei living lab la comunità è al centro del processo innovativo ed ha lo scopo di usare al meglio le nuove opportunità offerte dalla digitale per i bisogni della società (FFI Living Lab Pollica – CITIES 2030 – EU H2020).

Servono le imprese e le associazioni di categoria che domani potranno implementare su larga scala i modelli sperimentati.

Servono gli scienziati, i centri di ricerca, gli innovatori, gli agricoltori che mettano a disposizione le loro competenze e i loro saperi per questa sperimentazione.

Servono una comunità ed un territorio capaci di accogliere questa sperimentazione: Pollica ed un “Ecosystem Builder” che faciliti il processo.

Serve pensare ed agire in modo sistemico, orientando ogni nostra azione alla creazione di prosperità inclusiva.

Serve accelerare la Transizione Digitale, sostenibile, leva imprescindibile per l’attuazione del vero Green Deal che ci impone di affrontare una vera e propria Transizione Culturale, che ci obbliga ad acquisire nuove Competenze e dare Cuore al digitale, che non è il fine, ma è un potente mezzo.

Serve imparare a Collaborare, perché oggi mecenatismo e collaborazione tra pubblico e privato sono essenziali per accelerare processi di innovazione. Una pratica essenziale da diffondere, capace di generare opportunità di sviluppo economico e sociale partendo dai territori, partendo dalle aree interne, dai paesi, dai borghi, dalle comunità, veri e propri “Living Lab” per prototipare modelli innovativi di sviluppo sostenibile.

Servono Sindaci visionari e pragmatici.

E serve un modello di gestione capace di coinvolgere tutti gli stakeholders in modo armonico al fine di dare i giusti strumenti operativi per garantire all’ecosistema una struttura flessibile, inclusiva, che favorisca lo sviluppo economico, che miri alla coesione sociale e che ne faciliti la diffusione e scalabilità nel territorio. Pertanto il modello di gestione l’utilizzo di diversi strumenti.

Come dice Franco Arminio, che per la valorizzazione di Borghi e Paesi si batte da sempre, abbiamo bisogno, “cantieri della fiducia” capaci di mitigare la forza distruttiva degli “scoraggiatori militanti” e rigenerare il tessuto culturale e sociale delle nostre aree interne, di vitale importanza per chi in questi luoghi abita e di essenziale valore per l’intero Paese che fa di questi luoghi motivo di fregio, sviluppo e promozione del Sistema Paese.

Quindi, convinti che, come ci insegna Buckminster Fuller, “non cambieremo mai le cose combattendo la realtà esistente” ma bensì per cambiare le cose dobbiamo costruire “un modello nuovo”, abbiamo deciso unire le forze, partecipare e co-creare. Questa missione vede coinvolto un Sindaco, visionario ma molto pragmatico, Stefano Pisani, ed un allenatore e creatore di ecosistemi, il nostro Future Food Institute, ma anche i giovani, i cittadini, 16 comuni,  le associazioni, le imprese, gli operatori turistici, gli agricoltori e le organizzazioni che a vario titolo insistono sul territorio. Oltre 120 Partner che a vario titolo hanno contribuito per rendere questo modello davvero inclusivo e unico.

Noi, a Pollica, abbiamo intrapreso un processo di rigenerazione che si innesta in un percorso strategico, già tracciato da Angelo Vassallo che ci ha insegnato che dobbiamo partire dal curare la terra ed il mare, e rispettare l’ecosistema che ci accoglie per progettare un futuro prospero per il territorio, consolidato nel tempo e preservato da Stefano Pisani che lo ha succeduto, che oggi sta guidando la comunità verso nuove sfide e con la comunità sta costruendo l’avvenire.

Così il nostro “cantiere della fiducia” aperto al Castello dei Principi Capano nel cuore del Borgo di Pollica e si è esteso nei mesi anche all’area più vasta del Cilento, trasformandosi in una “fabbrica di futuro” che oggi prende il nome di Pollica 2050 – vivere mediterraneo.