Coronavirus: ripartiamo dalla Terra.

Cosa mangeremo domani?

Questa è la domanda che ormai da quasi sette anni anima le mie giornate, spingendo ogni mio interlocutore ad immaginarmi alle prese con robot, intelligenza artificiale, cibo stampato in 3D, grilli e carne sintetica. 

Oggi finalmente questo forzato RESET, che ci ha bruscamente scaraventati al piano terra della piramide dei nostri bisogni, ci aiuta a comprendere il vero valore, primario ed essenziale della terra, dell’agricoltura e del cibo; motore per la vita dell’uomo e per la generazione di prosperità.

Nella società post industriale e globalizzata in cui viviamo, la rivoluzione digitale ha preso il controllo delle nostre vite, e ci ha imposto nuovi paradigmi di socialità, e ora durante questo “lockdown” ci offre l’opportunità ri-imparare a comprendere il valore dell’alimentazione e di ri-connetterci con il cibo, con chi lo produce, con chi lo distribuisce, con chi lo trasforma e chi con noi lo condivide.

Il cibo è veicolo di valori, cultura, simboli ed identità, il cibo è socialità nei momenti migliori, ma ora ne emergono solo le funzionalità primarie: vita e nutrimento.

Mangiare è un atto essenziale per la vita dell’uomo, ma richiede coscienza e consapevolezza, soprattutto in momenti di emergenza come quello che stiamo vivendo. 

Studiando in questi anni il cibo, sia dal punto di vista della fruizione sia dal punto di vista culturale, abbiamo mappato i luoghi in cui la rivoluzione del digitale ha mutato le dinamiche produttive e sociali, analizzando le nuove nicchie di fruizione e di consumo che oggi anche grazie al potenziale della tecnologia e alle nuove conoscenze generate dai dati, offrono una vasta gamma strumenti che potrebbero rendere l’intera filiera [che comprende Produzione >>> Trasformazione >>> Distribuzione >>> Ristorazione] più efficiente, più autentica, inclusiva e sostenibile.

Per rispondere a questa domanda, è fondamentale partire da 2 fotografie: quella del settore agroalimentare italiano prima del Coronavirus e quella durante questa terribile pandemia che ci ha colpito.

Questa situazione ha fatto emergere i bisogni essenziali dell’uomo, ridisegnando una scala di priorità che evidenzia il ruolo cruciale che gioca l’agricoltura, anche per la cura dell’ecosistema che ci accoglie composto da risorse sempre più scarse. Ambiente, agricoltura e alimentazione tornano, dunque, al centro della vita dell’uomo. 

Con questo scopo, grazie alla collaborazione con la FAO,  Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, il Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (DISBA – CNR), scienziati, attivisti, agricoltori, imprenditori, esperti del settore, amministratori pubblici, studenti e comunità, è stata creata una “cassetta degli attrezzi” virtuale.  “Food for Earth”, oggi oltre a fornire strumenti universali in grado di supportarci nell’interpretazione del presente, si sta trasformando in una vera e propria “bussola” capace di orientarci nell’analisi delle aree critiche ed essenziali dove si annidano i semi di un futuro positivo sul quale investire. 

La grande sfida della nostra era è riuscire a preservare il pianeta, nutrendo l’uomo in modo sano e avendo cura per ecosistema che lo accoglie. L’umanità potrà adattarsi ai grandi cambiamenti che stiamo vivendo solo rimettendo l’uomo al centro.

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